Benessere in Oncologia

benessere in oncologia

A Treviso, Martedì 2 ottobre presso il Dipartimento di prevenzione la Madonnina, riprende il corso di Viet Tai Chi per pazienti oncologici, aperto anche ai familiari e addetti ai lavori.

Saranno presenti all’apertura anche le autorità del Comune di Treviso, la dirigenza della ULSS2, Zetagroup e la Fondazione altre parole onlus.

L’ Appuntamento è per martedì 2 ottobre ore 18:30 terzo piano ex chiesetta.

 

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Angelica e il suo 1° Dang

18 Maggio 2018, Angelica e altri allievi della nostra scuola erano pronti per un passaggio importante. Questa la sua testimonianza.

Ed eccoci finalmente al temuto esame per la cintura di I Dang. 4 anni sono passati, anzi sono volati, oserei dire, e mai avrei immaginato di arrivare ad ottenere questo grado, anche perché sento di essere ancora un’allieva con l’amata cintura di raso blu.
Siamo in tanti, della nostra scuola, a sostenere l’esame a Pesaro e non solo per la cintura nera.

Nonostante tutto sono tranquilla, è una festa per me; la tesi mi piace e mi sento più preparata sulla pratica che sulla teoria in realtà, ma si tende solo alla perfezione, no?!! Il mio turno arriva in un batter d’occhio e, in men che non si dica, sono seduta davanti al maestro Bao Lan a discutere la mia tesi; nessun tipo di ansia mi attanaglia e dopo poco il maestro Bao Lan sorride, non ricordo neanche più per cosa. Ecco, ho finito!!! Dopo la tesi, è il turno di mostrare agli altri maestri cosa ho imparato in questo quarto anno di pratica di viet tai chi; non temo il giudizio, perchè so che chi mi guarda ha più esperienza di me e poi, come dice il nostro maestro, “dovete solo mostrare cosa avete imparato, nulla di più”.
C’è un po’ di confusione, perché gli esami si sono prolungati troppo e lo stage deve iniziare, ma in un baleno è tutto finito e il maestro Bao Lan ci raduna per comunicarci i voti del nostro esame, anche se ciò che conta è aver fatto del proprio meglio per stare bene e tanto c’è ancora da fare e da perfezionare; un voto non racchiude la complessità di una persona, è solo un punto di vista.

Dopo tutto questo, lo stage può iniziare anche per noi; ma non è ancora finita, domenica ci spetta la cerimonia per formalizzare il passaggio da cintura blu a cintura nera.
È un momento emozionante: sentire dire ad alta voce il proprio nome, avere alle spalle il proprio maestro che osserva in silenzio, alzarsi in piedi, nonostante gli spilli alle gambe per lo stare troppo in ginocchio, e lasciarsi mettere la cintura nera dagli stessi maestri con cui hai sostenuto gli esami, cercando di memorizzare tutto il procedimento, così da poterlo ripetere da sola da oggi in poi.
Questa cerimonia, a parer mio, racchiude la devozione che è legata alla pratica del viet tai chi; sarà un ricordo indelebile.
Questi tre giorni sono stati faticosi, ma condividere questi momenti con i propri compagni e con il proprio maestro, ripaga di tutto il sudore versato e delle poche ore di sonno fatte; da lunedì, in palestra, ci aspetta un primo sguardo alle nuove forme che saranno complesse, ma sono davvero entusiasta di impararle.
Nulla sembra essere cambiato, ma in realtà un altro passo per la conoscenza di me stessa è stato fatto; la strada è lunga e percorrerla accanto ai propri compagni e con la guida del nostro maestro, la renderà una passeggiata interessante che non voglio assolutamente perdere.

Angelica Laera

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Vietnam e Tai Chi

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Il Taijiquan o Tai Chi Chuan si presuppone sia arrivato in Vietnam per mezzo di scambi avvenuti durante le guerre tra Cina e Vietnam durante l’invasione della dinastia dei Ming nel 1400 d.c.
L’entrata dei cinesi può essere stata la causa della diffusione del Taijiquan, della sua propagazione attraverso la popolazione e degli scambi con le già presenti culture marziali vietnamite.

Alcune ricerche hanno portato a considerare che il Tai Chi Chuan sia stato portato dal M° Trieu Truc Khe, esperto dello stile Tang Lang.

Si racconta che il Maestro nel 1945 si rifugiò nel porto di Hai Phong, nel Vietnam del Nord, per sfuggire alla grave situazione di instabilità politica in Cina durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Nel 1954, in seguito alla separazione del paese in Vietnam del Nord e Vietnam del Sud, si trasferì a Saigon (Ho Chi Minh City), dove divenne membro dell’associazione di arti marziali Tinh Vo Mon (la purezza delle Arti Marziali).

Da questa associazione prese un considerevole numero di forme e le introdusse nel suo programma di insegnamento. Durante il suo soggiorno a Saigon, il M ° Trieu Truc Khe decise di creare una propria scuola in cui infondere la sua conoscenza delle arti marziali cinesi.

Nel 1968 egli lasciò il Vietnam e si trasferì a Hong Kong, dove insegnò fino alla sua morte, avvenuta il 3 agosto, 1991. La sua lunga permanenza in Vietnam, gli permise di sviluppare un’ importante scuola locale di Thai Cuc Duong Lang, con sede a Cholon, nel quartiere cinese di Ho Chi Minh City, a rappresentarla è la M° Tran To Nu.

tai chi-2Negli anni a seguire si venne a conoscenza che nel 1956 un importante dirigente del partito comunista dal nome Zhoe Enlai, allora primo ministro degli esteri e a capo del governo della Repubblica popolare cinese, fu incaricato di allacciare rapporti diplomatici con il Vietnam e durante una sua visita ad Hanoi incontrò Ho Chi Minh (rivoluzionario e politico vietnamita, Primo Ministro del Paese dal 1946 al 1954 e suo Presidente dal 1954 al 1969) a cui parlò dei benefici del Taijiquan sulla salute e di come sia una buona pratica per far rimanere in buone condizioni gli anziani.

A quel punto Ho Chi Minh chiese che fosse insegnato a lui e ad alti funzionari vietnamiti il Taijiquan. L’insegnamento del Taijiquan fu affidato, dal Primo Ministro, al grande Maestro Gu Liuxin dalla fine di gennaio ad aprile del 1957: fu così che i quadri del partito comunista cinese sfruttarono il Taijiquan come stratagemma per instaurare scambi diplomatici con il partito comunista vietnamita.

Il M. Gu Liuxin è ricordato per essere stato il più grande praticante, ricercatore e teorico di arti marziali; dedicò tutta la sua vita al Taiji e al Wushu nella sua evoluzione e sviluppo: il suo lavoro ebbe un impatto enorme sia all’interno sia al di fuori della Cina.

Tra gli altri Maestri che si sono succeduti in seguito, si può ricordare la Maestra Man Nhi della scuola Trieu Gia.

M° Maurizio Foschi

Traguardo o percorso : qual’è il più importante ?

Quando ho rotto il menisco e ho dovuto interrompere gli allenamenti per affrontare l’intervento  e poi la riabilitazione ho avuto un po’ di tempo per pensarci.

L’insoddisfazione di non poter cogliere il frutto di tanto lavoro svolto (accidenti perderò un altro anno, non potrò fare l’esame, resterò indietro…) mi aveva fatto scivolare l’umore sotto le scarpe e quindi mi sono chiesta se il traguardo fosse più importante del percorso.

Il Machiavelli scriveva che” nelle azioni il fine giustifica i mezzi”,  quindi che il traguardo è assolutamente prioritario sul percorso.

Se prendessimo per giusta questa affermazione allora pur di raggiungere un obiettivo potrebbe succedere – o rendersi addirittura necessario – di trascurare i passaggi che occorrono a raggiungere la meta.

Se al contrario pensassimo che il percorso è prioritario sul traguardo, verrebbe da chiedersi se abbiamo idea di dove vogliamo arrivare e soprattutto se l’obiettivo che ci siamo posti è raggiungibile per noi.

Personalmente credo che siano importanti  sia il percorso sia il traguardo.

Alla meta che abbiamo scelto di raggiungere occorre dedicare tempo ed è importante che questa non diventi un’ossessione.  Se ci saremo impegnati con costanza, e se saremo stati obiettivi con noi stessi, non c’è dubbio che ci arriveremo.

Ci vorrà il tempo necessario. Necessario  A NOI ovviamente, perché siamo tutti individui diversi, ognuno con le proprie potenzialità, con la propria capacità fisica e mentale, con i propri limiti e valori. E probabilmente siamo diversi anche nel tipo di obiettivi che ci siamo posti.

Meglio allora non concentrarci sul traguardo diventando ansiosi e sprecando energie preziose. Meglio  goderci piuttosto il “viaggio”, le relazioni umane che lo hanno reso più ricco e piacevole,  gustare le cose che abbiamo imparato, trarre piacere dai gesti, dalle forme ben fatte, e dagli insegnamenti  che ci hanno resi migliori.

Insomma, meglio rallegrarsi dei risultati raggiunti e di come siamo riusciti a progredire:  in fondo stiamo praticando per elevare noi stessi e crescere come persone, non per appuntarci una medaglia al kimono.

Se poi durante il percorso saremo capaci di stare rilassati, ogni tanto proviamo pure  a immaginare di averlo già raggiunto il nostro obiettivo. Ci fermiamo un momento, sgomberiamo la mente dai dubbi e dalle incertezze che mettono in ombra le nostre capacità, immaginiamo la situazione in cui vorremmo essere e restiamo un po’ lì a goderci quella bella sensazione.  Poi riprendiamo il nostro cammino, fiduciosi del fatto che ce la possiamo fare, anzi … che ce la faremo.

Madre Teresa di Calcutta ha scritto una frase che mi ha fatto molto riflettere :  “Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza “.

Quindi mi sono detta:  in effetti non esiste UN SOLO TRAGUARDO, esistono INIFINITI TRAGUARDI.  Allora che fretta c’è ? Tanto,  una volta arrivati … si riparte subito !

Alessandra S. / A.S.D. Thien Lo

 

Diamoci una mossa!

parco provincia

DATTI UNA MOSSA!

È una proposta dell’Assessorato allo Sport – settore promozione del Territorio della Provincia di Treviso [dott. Marika MazzaroloResponsabile Ufficio Sport – Settore Promozione del Territorio] e Dipartimento di Prevenzione ULSS 9 [dr.ssa Manuela Mazzetto Servizio Igiene e Sanità Pubblica Dipartimento di Prevenzione ULSS 9 Treviso] in collaborazione con “Lasciamo il segno” la rete Trevigiana per l’attività fisica che si rifà alla Carta di Toronto.

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Di cosa di tratta?

La Carta di Toronto, redatta nel maggio 2010 da un gruppo di esperti del Global Advocacy for Physical Activity (Gapa), si propone come testo di riferimento a livello mondiale per la promozione dell’attività fisica e degli innumerevoli vantaggi a essa correlati. Uno stile di vita attivo, favorito e accompagnato da un parallelo sviluppo eco-sostenibile dell’ambiente in cui viviamo, aiuta a prevenire le patologie collegate a comportamenti poco salutari oltre a presentare un effetto di ricaduta positiva, in termini di risparmio, sul piano economico.

Una “chiamata alle armi” per dare vita, insieme all’amministrazione pubblica, la società civile, le istituzioni accademiche, le associazioni private, i cittadini ecc., a un complesso di azioni individuali e collettive con l’obiettivo di promuovere e applicare un nuovo programma di salute globale. Una vera e propria advocacy.

La nostra Associazione, unitamente ad altre del territorio, è stata invitata a partecipare al progetto.

Il Viet Tai Chi: un insieme di movimenti fisici e di tecniche di gestione dell’energia interna, adatto a tutte le età; grazie a movimenti attentamente studiati e alla respirazione, aiuta la persona che lo pratica a gestire e migliorare il proprio benessere ed equilibrio psicofisico.

Perfettamente in sintonia quindi con i presupposti del progetto.

Il calendario proposto da Lasciamo il segno era, in generale, molto articolato e prevedeva per la nostra associazione due appuntamenti settimanali di 1 ora 1/2 il mercoledì, tardo pomeriggio, e 2 ore al sabato mattina nei mesi di: maggio, giugno, luglio e settembre.

Un bell’impegno ma anche un’interessante opportunità; praticare Viet Tai Chi all’aperto è completamente diverso dal farlo all’interno di una palestra.

Moscerini e zanzare a parte, immergersi nella natura, respirare nel verde … è veramente un’altra storia. Lo scenario della Provincia è straordinario, alberi secolari e prati perfettamente rasati ti stuzzicano; una delle prime cose che fai è toglierti le scarpe e praticare a piedi nudi…

L’occasione era ghiotta: 2 allenamenti settimanali a costo zero… fin dai primi giorni avevamo capito che l’attività non solo incuriosiva, ma piaceva; di volta in volta ogni partecipante (maschi e femmine di diverse età) la proponevano ai loro amici e nel giro di poche settimane il numero di allievi è quadruplicato!

È una grande soddisfazione per chi insegna [Il M° Maurizio Foschi, coadiuvato dai suoi Istruttori e Allievi] e l’entusiasmo diventa contagioso. La passione del Maestro viene trasmessa agli allievi e il loro feedback positivo ripaga… un circolo virtuoso!

Le sessioni di allenamento prevedono una prima parte che coinvolge respirazione e riscaldamento muscolare e articolare. Si passa poi al programma accademico della nostra formazione – quyen (forme) – alternato alla spiegazione di aspetti filosofico/concettuali che caratterizzano la nostra didattica.

Noi che pratichiamo da qualche tempo quest’arte, pensiamo che sperimentare la nostra disciplina sia la migliore promozione.

Sentire le risposte che il nostro corpo ci restituisce rispetto alle sollecitazioni che gli proponiamo, valgono più di mille parole.

Ci fermeremo il mese di agosto e riprenderemo a settembre e, tempo permettendo, continueremo per tutto il mese.

È la prima volta che gli enti locali cittadini, promuovono benessere e prevenzione in questa modalità e speriamo non sia l’ultima…
Siamo convinti che è un ottimo modo per promuovere l’attività fisica e gli innumerevoli vantaggi a essa correlati.

Alimentazione sportiva

Gli atleti che vogliono conservare la loro performance ad alti livelli devono alimentarsi in modo corretto.  Se si beve a sufficienza e si segue una dieta equilibrata, il corpo sarà in grado di produrre energia in modo efficiente fornendo combustibile commisurato alla performance da affrontare.

Si potrà in questo modo sfruttare al massimo i propri talenti atletici e guadagnare più forza, potenza e resistenza in fase di allenamento.

Idratazione

Nell’alimentazione sportiva l’acqua è un elemento chiave. Essa rappresenta all’incirca il 60% del peso corporeo ed è presente in quasi tutti i processi fisici che ci riguardano. Il nostro corpo non è in grado di produrla, dunque l’acqua che eliminiamo con il sudore o con le urine va reintegrata.

Ognuno di noi dovrebbe bere almeno 1.5/2 litri d’acqua ogni giorno, gli atleti anche di più. Bere liquidi in abbondanza prima, durante e dopo ogni evento sportivo, consente di rimanere idratati e di evitare il surriscaldamento. Quando ci si allena o si affronta una competizione, sarebbe importante pareggiare la quantità di liquidi espulsa con il sudore con quella introdotta con le bevande.

L’acqua fresca è la bevanda ideale per mantenersi idratati durante una sessione di allenamento o una competizione di circa un’ora. Per sessioni più lunghe possono essere utili quelle bevande sportive che contengano da 6% a 10% di carboidrati. Siccome le bevande sportivedi solito sono molto concentrate, meglio sarebbe diluirle con circa il 50% di acqua.

Bevete anche se non avete sete. Provare sete non è la sensazione più affidabile per capire che necessitiamo d’acqua. Normalmente non inizierete a provare sete finché non avrete perduto almeno il 2% del vostro peso corporeo – abbastanza comunque da compromettere la vostra performance. In più, se smetterete di bere dopo che avrete momentaneamente soddisfatto la vostra sete, offrirete al vostro corpo forse solo la metà dei liquidi di cui realmente necessita.

Alcuni suggerimenti per rimanere idratati:

  • Bevete frequentemente piccoli sorsi d’acqua, invece che grandi quantità una volta ogni tanto.
  • Bevete bevande fresche per mitigare la vostra temperatura interna e ridurre la sudorazione.
  • Pesatevi prima e dopo l’allenamento e bevete 2 o 3 bicchieri d’acqua per ogni 500 gr di peso perduto. Prima dell’allenamento successivo sarebbe bene che il vostro peso corporeo ritornasse  al suo peso forma.
  • Fate attenzione alla quantità e al colore della vostra urina, la quale dovrebbe essere abbondante e di colore chiaro. Un’urina di colore giallo scuro potrebbe significare che siete disidratati .

 

Combustibili Alimentari

Anche una dieta bilanciata svolge un ruolo chiave nell’alimentazione sportiva.  La giusta combinazione di combustibile (calorie) proveniente da carboidrati, proteine e grassi offre energia adeguata a prestazioni di alto livello.

Carboidrati

I carboidrati sono la maggiore fonte di energia e si trovano principalmente in frutta, verdura, pasta, pane e cereali. Dovrebbero fornire quotidianamente dal 60% al 70% delle calorie necessarie.

Il nostro corpo converte i carboidrati presenti negli alimenti, come ad esempio gli amidi o il saccarosio, in una moneta di scambio energetica (il Glucosio) che si accumula nel fegato e nei tessuti muscolari sotto forma di glicogeno offrendo la resistenza e la potenza necessarie per attività di breve durata ma di grande intensità. (Nota: il glicogeno è la controparte animale dell’amido vegetale)

Se il nostro corpo durante l’esercizio fisico esaurisce l’energia fornita dai carboidrati, inizierà a bruciare grassi e proteine per procurarsi altra energia a lui necessaria,  provocando così un abbassamento della vostra performance.  Questo vi può succedere per esempio se iniziate il vostro allenamento e il tasso del vostro glicogeno muscolare è basso, oppure se vi allenate massicciamente per oltre un’ora senza aver mangiato sufficienti carboidrati, o se fate ripetuti esercizi di breve durata ma di grande intensità, o infine se partecipate a più eventi o sessioni di allenamento in uno stesso giorno.

Impostate una strategia per rimanere energizzati e svolgere al meglio la vostra performance:

  • Mangiate carboidrati per diversi giorni prima di una gara. Vi servirà a ottenere muscoli carichi di glicogeno.
  • Durante la competizione mangiate una quantità di carboidrati sufficiente a far sì che l’apporto energetico duri più di un’ora prima che sia necessario reintegrarlo, oltre che rallentare l’affaticamento.

Proteine

Le proteine si trovano principalmente in carne, pesce, uova, legumie frutta secca (Nota: anche verdure come le brassicacee e la soia ne sono molto ricche). Dovrebbero fornire quotidianamente dal 12% al 15% delle calorie necessarie. (Nota: Un consiglio valido è quello di controllare nei pacchi di pasta la quantità di proteine presenti per 100g: una pasta nutriente deve averne più di 10g/100g. Spesso in questo le paste integrali sono più performanti.)

Le proteine consentono al nostro corpo di sostenere le strutture tissutali e muscolari, tra le altre cose. La quantità di proteine di cui un’atleta necessita dipende dal suo livello di forma fisica, dal tipo di prestazione affrontata, oltre che dall’intensità e dalla sua durata, dal calcolo complessivo delle calorie giornaliere e dai carboidrati già precedentemente introdotti.

  • Livello di forma fisica. Le persone fisicamente attive necessitano di più proteine rispetto a quelle poco attive. Inoltre c’è sempre bisogno di un maggiore apporto proteico prima di iniziare un’esercitazione.
  • Tipo di esercizio, intensità e durata.  Gli atleti di discipline endurance bruciano molte proteine, come del resto i body builders e tutti quegli atleti che praticano attività di simile intensità.
  • Calorie totali. Se consumiamo troppe calorie per mantenere il nostro peso, il nostro corpo brucerà proteine. Succede per esempio quando mangiamo troppo poco oppure ci alleniamo eccessivamente.

Apporto carboidratico. Se ci esercitiamo con un tasso di glicogeno muscolare troppo basso, o se pratichiamo svariati allenamenti senza mangiare sufficienti carboidrati, il nostro corpo inizierà  a utilizzare le proteine per produrre energia. Se il livello di glicogeno muscolare è sufficiente, le proteine forniscono dal 5% al  10% di energia.

 

Grassi

I grassi saturi provengono da cibi di origine animale come carne, uova,  latte e formaggi. I grassi insaturi invece provengono dagli olii vegetali. Dovrebbero fornire quotidianamente dal 20% al 30% delle calorie necessarie.

Il nostro corpo necessita di piccole quantità di grassi per alcune funzioni essenziali oltre che come fonte di energia alternativa al glucosio. Tuttavia un’assunzione eccessiva di grassi è un fattore di rischio collegato a malattie cardiovascolari, ad alcune forme tumorali e altro ancora. Va detto anche che se assumete troppi grassi probabilmente significa che non assumete sufficienti carboidrati. (Nota: Va anche detto che i carboidrati in eccesso non utilizzati dal corpo non vengono immagazzinati in Glicogeno all’infinito e che una dieta troppo sbilanciata verso i carboidrati è equivalente a una dieta grassa.)

Il modo in cui il nostro corpo utilizza il grasso per convertirlo in energia dipende dall’intensità e dalla durata dello sforzo. Per esempio, quando riposate o vi allenate moderatamente, il grasso sarà la principale fonte di energia. Nel momento in cui aumenterete l’intensità dello sforzo, il vostro corpo inizierà ad usare più carboidrati. Se poi comincerà ad utilizzare la scorta di glicogeno e voi continuerete ad allenarvi, il vostro corpo brucerà sempre grassi per produrre energia ma il rendimento della prestazione calerà.

 

Come alimentarsi prima di una competizione

Quello che mangiate nei giorni che precedono un’attività fisica intensa può avere effetti sulla vostra performance. Il cibo che mangiate al mattino prima di una competizione sportiva può tenere lontana la fame, mantenere un adeguato livello di zuccheri nel sangue e favorire l’idratazione.  Se possibile il giorno della gara evitate cibi ricchi di proteine o di grassi perché  questi potrebbero mettere sotto stress i vostri reni e richiedere tempi lunghi di digestione.

Linee Guida Generali prima di affrontare una competizione:

  • Mangiate un pasto ricco di carboidrati.
  • Mangiate cibo solido 3 o 4 ore prima della vostra competizione. Bevete liquidi 2 o 3 ore prima della vostra competizione.
  • Scegliete cibi facili da digerire (per esempio, niente fritti).
  • Evitate di assumere cibi e bevande zuccherati  a 1 ora dalla vostra competizione.
  • Bevete liquidi sufficienti a garantirvi un’adeguata idratazione (per esempio,  bevete 1 litro d’acqua  1 o 2 ore prima e 33 cl  15 o 30 minuti prima .)  Reintegrare i liquidi persi con la sudorazione è la prima cosa da fare durante un evento atletico. Durante la competizione ricordatevi di bere piccoli sorsi d’acqua o bevande energetiche diluite in acqua ogni 10-20 minuti (ove possibile).

Carico di Carboidrati c

Per evitare di esaurire il carico di carboidrati necessari a produrre energia, alcuni tipi di atleti, come ad esempio i nuotatori, i maratoneti e i ciclisti, nei giorni che precedono una gara ricaricano i loro muscoli di glicogeno mangiando una quantità extra di carboidrati combinata a una serie di esercizi di svuotamento:

  • Per prima cosa si allenano fin quasi allo sfinimento. La preparazione atletica deve essere identica all’evento  per poter svuotare i muscoli correttamente.
  • Poi seguono una dieta ricca di carboidrati  (70% – 80% carboidrati, 10% – 15% grassi, 10% – 15% proteine), infine i 3 giorni che precedono la gara mantengono un livello di allenamento leggero. (Nota: ad esempio se la gara è di domenica l’allenamento massimale si terrà fino a mercoledì e il defaticamento verrà fatto nei 3 giorni prima della gara).
  • In questo modo i muscoli carichi di glicogeno inutilizzato saranno in grado di lavorare per tempi più lunghi durante la competizione.

 

Vi consigliamo comunque di consultare il vostro medico prima di iniziare una dieta ricca di carboidrati.

 

Estratto da un articolo della  American Academy of Orthopedic  Surgeons

Traduzione a cura di Alessandra Schiavinato. Si ringrazia Matteo Schiavinato per le  Note di approfondimento.